2 Febbraio 1998
Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Febbraio 2011 16:23 Scritto da P. Rosario M. Sammarco Mercoledì 02 Febbraio 2011 09:09
Il 2 febbraio, per i Frati Francescani dell'Immacolata è una data molto speciale. E non solo perché ricorre la festa della Presentazione di Gesù Bambino al Tempio (una delle più antiche feste mariane che si ricordi), ma anche perché in questa data nel 1998 avvenne la proclamazione solenne dell'atto con il quale il Papa, il Ven. Giovanni Paolo II, dava all'Istituto l'approvazione pontificia definitiva. Penso che tutti concordino col fatto che quella è stata, per chi l'ha vissuta, una data storica. Il sottoscritto era tra quei fortunati, e vuole condividere con voi la gioia e l'emozione di quei momenti, anche a beneficio di chi non li ha vissuti perché ci ha conosciuto dopo. In verità era da diverso tempo che si parlava dell'approvazione pontificia e definitiva dell'Istituto Religioso. I Frati Francescani dell'Immacolata erano stati approvati come Istituto di Diritto Diocesano (dipendenti quindi dalle Diocesi ove si trovavano e in particolare da quella di Benevento, ove avevano la Sede Generalizia) il 22 giugno del 1990, per un intervento diretto di Papa Giovanni Paolo II e con l'approvazione dell'allora Arcivescovo di Benevento, il compianto Mons. Carlo Minchiatti. Passati 6 anni, l'Istituto era cresciuto tantissimo, aprendo molte case non solo in Italia, ma anche all'estero, e da più parti erano cominciate ad arrivare pressioni perché venisse inoltrata alla S. Sede la richiesta che l'Istituto diventasse di Diritto Pontificio.
Bisogna dire che era passato molto poco tempo dalla nascita dell'Istituto e la cosa poteva sembrare azzardata. Ma i numeri c'erano e la richiesta venne inoltrata, anche grazie all'appoggio del nuovo Arcivescovo di Benevento, Mons. Serafino Sprovieri.
Nel 1996, dunque, le cose sembravano essersi messe bene e che la pratica dovesse risolversi a breve termine. Nel giro di qualche mese, però, cominciarono a sorgere difficoltà. I Superiori cercarono di venire incontro alle richieste del dicastero competente, fino a che l'unica difficoltà che restò in piedi fu quella che l'Istituto essere troppo giovane.
All'epoca io stavo facendo l'anno di Noviziato e P. Stefano Manelli ogni tanto, nelle conferenze che faceva per noi, cercava di aggiornarci alla bene meglio, fino a quando non decise di ricorrere al gran mezzo della preghiera. Il Consiglio Generale ad un certo punto emanò una circolare nella quale veniva chiesto alle case di moltiplicare il numero dei Rosari, privati e comunitari, e di recitare la Novena alla Madonna del Rosario di Pompei. Nella catena di preghiere vennero coinvolte anche le Consorelle e i Laici della MIM.
Ricordo che in Noviziato la direttiva fu accolta con entusiasmo e l'impegno della Comunità e di noi singoli fu notevole. Terminato nel settembre del 1997 l'anno di Noviziato, venni assegnato allo Studentato Filosofico-Teologico di Marino (RM) sotto la direzione dei P. Gabriele M. Pellettieri, Vicario Generale e Confondatore.
Anche nello Studentato continuò, com'era da aspettarselo, l'impegno della preghiera dei Rosari. Del resto, bisognava ottenere questa grazia, e l'unico sistema era la preghiera.
Passò, così, il 1997 e si arrivò ai primi di gennaio del 1998. Un giorno dei primissimi giorni di scuola (forse addirittura il primo, ora non ricordo con precisione) dopo il rientro dalle vacanze natalizie, tornando da scuola notammo che i confratelli che erano rimasti in convento erano particolarmente agitati. L'aria era elettrica, e nel giro di pochi minuti cominciò a girare la voce: «È arrivata! È arrivata!» Che cosa era arrivato? Non restava che attendere pochi minuti: a pranzo avremmo saputo meglio.
E di fatti, fatta la rituale benedizione sul pasto, P. Gabriele Pellettieri annunciò con voce commossa che era arrivato il decreto di approvazione pontificia. Che cosa provammo in quel momento, è difficile descriverlo. Ricordo solo che in refettorio scoppiò un applauso lungo, lunghissimo, e ci venne spontanea una preghiera di ringraziamento alla Vergine, che aveva esaudito le nostre preghiere.
Il decreto, sapemmo poi, portava la data del 1 gennaio 2008, Solennità della Madre di Dio, e questo la diceva lunga sull'intervento che la Vergine aveva avuto a nostro riguardo. Ma venimmo anche a sapere, in seguito, che il Papa aveva dato l'ok al decreto lo stesso giorno in cui aveva firmato il decreto circa l'eroicità delle virtù di P. Pio da Pietrelcina, che del nostro fondatore, P. Stefano M. Manelli, era stato il Direttore Spirituale. Anche questo era un segno consolantissimo che contribuiva a rafforzare il legame tra noi e il santo pietrelcinese.
I giorni che seguirono furono di grande eccitazione e di intensi preparativi. La data per la proclamazione ufficiale del decreto da parte dell'Arcivescovo di Benevento venne fissata al 2 febbraio successivo, festa della Presentazione al Tempio dei Gesù, e Giornata Mondiale della Vita Consacrata.
Quel giorno, al Santuario della Madonna delle Grazie di Benevento, dove si sarebbe svolta la celebrazione per la Giornata della Vita Consacrata, confluirono frati, suore e membri della MIM da tutta Italia. Ci muovemmo anche noi dello studentato romano per il non cortissimo viaggio da Marino a Benevento, dove incontrammo anche i nostri compagni che studiavano al Seminario di Benevento (all'epoca non c'era ancora il Seminario Teologico "Immacolata Mediatrice", che venne creato nel settembre di quell'anno, e perciò i numerosi frati che studiavano per il sacerdozio venivano divisi in due gruppi: una quindicina studiava a Roma e risiedeva nel convento di Marino; altrettanti, invece, risiedevano a Benevento e studiavano presso il Seminario di Benevento).
La celebrazione fu molto intensa e toccante. Il servizio liturgico fu curato praticamente dai nostri frati, che pure parteciparono all'offertorio. P. Paolo Siano, allora diacono, serviva, appunto, da diacono, mentre P. Stefano M. Manelli, P. Gabriele M. Pellettieri e alti sacerdoti dell'Istituto concelebravano. Una grande folla di religiosi e religiose ha partecipato all'evento, che aveva carattere diocesano.
Al termine della celebrazione Mons. Raviele, allora cancelliere arcivescovile, ha letto pubblicamente il decreto suscitando un coro di applausi. Dopo di che P. Stefano M. Manelli, Fondatore e Ministro Generale dell'Istituto ha espresso il suo ringraziamento all'Arcivescovo di Benevento per quanto operato a nostro favore, soprattutto presso la Congregazione dei Religiosi, mentre l'Arcivescovo ha manifestato la sua contentezza e la sua gratitudine al Signore e alla Vergine Immacolata per la buona e celere riuscita della cosa.
Al termine della celebrazione ci siamo tutti riuniti presso la Casa Generalizia per un momento conviviale, al termine del quale noi studenti "romani" ci siamo avviati verso casa. Erano circa le 22.00 e il demonio, cui evidentemente doveva essere dispiaciuto tutto quell'effluvio di grazie, ci stava aspettando al varco.
Ci eravamo, infatti, da poco messi in strada quando, a causa di una disattenzione dell'autista, che voleva accendere la radio per tenersi sveglio, il pulmino in cui viaggiavamo è uscito fuori strada, facendo un piccolo salto che mi fece sbattere abbastanza violentemente la testa contro il finestrino, cui mi ero appoggiato per riposare un po'.
Il salto, grazie a Dio, è stato piccolo; le sospensioni del pulmino hanno retto, e abbiamo potuto riprendere la nostra strada nel giro di pochi minuti, non senza un bel po' di paura e la considerazione che, per il tipo di strada che avevamo percorso, sarebbe bastato che l'uscita di strada fosse avvenuta pochi metri prima o pochi metri dopo perché si producessero conseguenze ben più tragiche.
Ma l'Immacolata vegliava su di noi, e non poteva permettere, come di fatto non permise, che quella giornata di gioia venisse trasformata in giornata di lutto.
P. Rosario M. Sammarco, fi
P. Rosario M. Sammarco, fi
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