S. Lorenzo da Brindisi sull'Immacolata
Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Luglio 2011 20:14 Scritto da P. Rosario M. Sammarco Giovedì 21 Luglio 2011 20:05
In occasione della festa liturgica di s. Lorenzo da Brindisi vogliamo proporvi un estratto di un suo discorso sull'Immacolata. Buona lettura.«Ma Iddio non volle solamente che ella fosse Madre di Cristo; volle altresì che fosse degna Madre di Cristo: come non volle che gli apostoli fossero soltanto predicatori e ministri di Cristo, ma li rese altresì degni e idonei ad assolvere un così alto ufficio; e perciò donò loro lo Spirito Santo, fonte di tutte le grazie celesti. Lo stesso operò con Giovanni Battista, il quale non fu solamente precursore, ma degno precursore di Cristo, ripieno di Spirito Santo fin dal seno materno. Perfino a Salomone furono dati doni straordinari, perché divenisse atto al governo del popolo israelitico. È ovvio, quindi, pensare che Iddio abbia trattata alla stessa maniera Maria, sì da renderla degna Madre di Dio, degna dimora di Cristo. Se Dio creò una degna abitazione all'uomo nel paradiso terrestre, se non dimenticò gli angeli ai quali preparò una degna dimora nel paradiso celeste; se Salomone, fatto re, si edificò un magnifico palazzo, degno della sua maestà, e un altro ne costruì per la regina, sua sposa e figlia del re d'Egitto; così Dio, creando Maria, l'avrà certamente formata in modo che fosse una degna dimora per il suo Figlio, al quale è dovuto onore e gloria infinita, come infinita è la sua maestà. Salomone edificò il suo palazzo e quello della regina e il tempio di Dio con pietre preziose, cioè con marmi finissimi e preziosissimi, perché tutto fosse degno della sua regale maestà. Con quali pietre, dunque, dobbiamo noi pensare che Dio abbia voluto edificare nella Vergine il palazzo della Divinità, per il suo unigenito Figlio? Ascoltate ciò che dice Isaia: E sarà negli estremi giorni il monte della casa del Signore preparato in cima ai monti, innalzato sopra i colli, e vi affluiranno tutte le genti. " Sarà edificata, egli afferma, la casa del Signore sopra un monte, il quale sarà sul vertice dei monti, posto sopra le vette degli altri monti. Ora, misticamente, i monti indicano i patriarchi, i profeti, gli apostoli, i Santi e gli angeli. Ma il monte della casa del Signore è fondato sopra le cime dei monti. Ciò vuol dire che la prima grazia conferita a Maria è superiore a quella dei Santi e degli angeli. Né questa nostra interpretazione deve credersi arbitraria, poiché S. Gregorio scrive : « Il monte di Dio fu Ma- ria, Madre di Dio, la quale con la dignità della sua elezione si eleva al di sopra di ogni eletta creatura. E non è, forse, monte sublime Maria la quale, per giungere alla concezione del Verbo Divino levò il vertice dei suoi meriti fin presso il trono della Divinità, oltre i cori degli angeli?... Ella fu veramente il monte collocato sopra il vertice dei monti, perché la sua altezza superò quella di tutti i Santi. 1S Oh altezza, oh dignità veramente infinita! Questo significa essere Madre di Cristo ed unica Sposa di Dio! E, di grazia: chi tra gli uomini, potendosi foggiare intrinsecamente ed estrinsecamente la futura sposa, come un pittore valentissimo il quale crea l'immagine voluta, non se la creerebbe ornata d'ogni virtù e grazia? Chi mai, sciente e volente, per- metterebbe che fosse violentata da un sordidissimo uomo? Ora, Iddio soltanto poté crearsi una sposa che rispondesse perfettamente ai desideri del suo cuore e al comando della sua volontà. E non l'avrebbe formata ricca di ogni grazia, virtù e dono celeste? Avrebbe anzi permesso che fosse deformata da satana? Ciò significano le parole evangeliche : Giacobbe generò Giuseppe, sposo di Maria, dalla quale nacque Gesù, chiamato Cristo, os- sia l'Unto del Signore, il Re dei re e il Signore dei dominanti. Ed invero, affinché Maria fosse il più possibile degna Madre di Cristo, Dio volle che ella nascesse dalla nobile ed illustre famiglia di Abramo, di Isacco e di Giacobbe; dalla nobilissima e principalissima tribù di Giuda e dalla casa regia di Davide, e, nella linea materna, dalla stirpe di Aronne, e ciò allo scopo di renderla il più possibile nobile anche secondo la carne. Quanto più, dunque, la volle nobile secondo lo spirito? Ora, la nobiltà dello spirito consiste nella virtù, e Iddio, che è Spirito, non si diletta tanto della nobiltà della carne, quanto di quella dell'anima. Ma considerate l'ordine e il senso delle parole: Maria è posta vicino a Cristo, e Cristo è il sole di giustizia, dal quale i Santi e gli angeli ricevono lo splendore della giustizia, della bontà e della santità. Anche Maria è una stella, ma la più vicina a Cristo. Dunque non poté essere nelle tenebre, né rimanere eclissata ovvero oscurata da una minima ombra: Dalla quale è nato Gesù, come sole da limpida aurora, la quale, allorché sorge il sole, è chiarissima e nessuna tenebra l'oscura».
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