Omelia per la Madre di Dio
Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Gennaio 2011 10:09 Scritto da P. Rosario M. Sammarco Domenica 09 Gennaio 2011 11:20
Vi presentiamo un testo dell'Omelia tenuta da P. Rosario M. Sammarco, Rettore della Chiesa di S. Domenico, in occasione della Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio, il 1 gennaio 2011.Era la sera del 22 giugno del 431, quando una folla esultante portava in trionfo a Efeso, una oggi sconosciuta cittadina dell’attuale Turchia, i 153 Vescovi che, riuniti in solenne Concilio, avevano scomunicato il loro collega Nestorio e dichiarato solennemente che Maria SS.ma si doveva legittimamente chiamare “Madre di Dio”.In quegli anni, infatti, il suddetto Vescovo, suscitando molte perplessità tra gli altri Vescovi e i fedeli, aveva cominciato ad insegnare che la Vergine SS.ma si doveva chiamare non “Madre di Dio”, come insegnato da una fin lì secolare tradizione, ma solo “Madre di Cristo”, in quanto, diceva lui, in Gesù si trovavano non solo due nature, quella umana e quella divina, ma anche due persone, quella umana, appunto, e quella divina, quasi che in lui vi fosse una sorta di schizofrenia.Era una cosa, come diremmo oggi, da far venire i capelli ricci ad un calvo, e questo perché, come ben si vede, una tale dottrina non intaccava solo il debito onore che si deve alla Vergine, ma anche lo stesso essere di Cristo e tutto il mistero della Redenzione. Per capirci: se Cristo non è Dio e Uomo allo stesso tempo, se in Lui si trova una separazione insanabile, totale, radicale, allora a portare a termine l’opera della nostra Redenzione non è stato Dio, ma un semplice uomo. E poteva un semplice uomo redimerci? Evidentemente no, perché non avrebbe avuto i titoli per farlo. Il Concilio di Efeso, dichiarando solennemente la legittimità del titolo “Madre di Dio” attribuito alla Vergine dava di fatto un grandissimo contributo ad un migliore chiarimento di ciò che è Gesù Cristo, chiarimento che troverà la sua formulazione definitiva nel successivo Concilio di Calcedonia, il quale dichiarerà in modo definitivo che Gesù è un unico essere umano e divino nel quale una natura umana completa e una natura divina completa sussistono nell’unica Persona del Verbo di Dio. Quindi il soggetto in questione è, a tutti gli effetti, Dio e perciò si può dire attraverso di Lui, che Dio ha sofferto sulla Croce, che Dio ha mangiato con gli Apostoli, ecc. Ma, per evitare ulteriori fraintendimenti, così frequenti tra i cristiani ignoranti e i non cristiani che abbondano ancora oggi, è opportuno dare ulteriori precisazioni. Che significa, dunque, che la Madonna è Madre di Dio? Non certamente che lei abbia dato a Dio la sua divinità, quasi che lei sia più grande di Dio. La Madonna ha dato a Cristo la sua carne, ha consentito al Verbo di Dio di prendere su di sé la nostra Umanità. Ella ha concepito, partorito, allattato un essere umano la cui persona, tuttavia, non era umana, ma divina; ha fatto tutto questo all’unico essere umano che può naturalmente e senza pregiudizio alcuno rivendicare per sé il titolo di “Dio” senza che per questo nessuno possa contestarlo. Ecco perché è Madre di Dio. In un suo luminoso scritto, s. Massimiliano affermava: «Le parole umane non sono in grado di descrivere chi sia Colei che è divenuta vera Madre di Dio. A dire il vero Ella, da se stessa, è soltanto una creatura, tuttavia è un essere talmente elevato da Dio che bisognerebbe capire chi è Dio per comprendere chi sia la Madre di Dio. Ella, poi, è vera Madre di Dio. È dogma di fede. Una madre non si chiama e non è madre di una parte del figlio, né un padre è padre di una parte soltanto di esso, ma sia il padre sia la madre sono genitori di tutto intero il figlio. Così anche la Madre Ss. si chiama ed è Madre di tutto Gesù, Uomo-Dio, perciò è anche Madre di Dio». (SK 1292) La Liturgia ci fa porre la Solennità di Maria SS. Madre di Dio al principio dell’anno. Essa cade, invero, nel giorno della Circoncisione del Signore, quando, cioè, al bambino ebreo veniva fatto il segno dell’appartenenza al popolo eletto e gli veniva imposto il nome. E questo celebrava sia il figlio, sia i suoi genitori. Ponendo tale solennità il primo dell’anno, la Chiesa intende mostrarci nella Vergine Madre di Dio la guida per tutto quanto andremo a fare nel corso di questo nuovo anno che il Signore ci dona; ci esorta in qualche modo a donarci a Lei perché Ella, come già fece con i Pastori di Bethlem e con i Magi, ci ottenga la benevolenza del Figlio e lo porga alla nostra adorazione, alla nostra contemplazione, alla nostra imitazione.
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