Sabato, Maggio 26, 2012
   
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Omelia per l'Immacolata

Fratelli e sorelle, 
oggi la Chiesa celebra la Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria. Celebra, quindi, come Solennità il giorno benedetto nel quale, dall’unione coniugale di S. Gioacchino e S. Anna, venne concepita una creatura umana, eppure specialissima, chiamata a diventare circa 18 anni dopo Madre di Dio.
Quella dell’Immacolata è, per tutti noi cattolici, una festa bellissima e tenerissima, che degnamente ci prepara al Natale perché ci fa considerare Colei che del Natale è stata la protagonista, la preparatrice, l’alba. Ci fa considerare Maria SS.ma in una delle sue prerogative più belle, anzi nella radicalità del suo essere. Per la riflessione di oggi, permetto alla mia pigrizia di soverchiarmi e lascio la parola ad un personaggio che è stato forse tra i più grandi cantori del mistero dell’Immacolata, s. Massimiliano Kolbe.
In alcuni suoi appunti, così egli spiega in quattro parole, l’oggetto del dogma che oggi celebriamo: «“L'Immacolata Concezione” non significa, come alcuni pensano, che la Vergine Ss. non abbia avuto padre sulla terra. Ella è venuta alla luce come tutti gli altri bambini di questo mondo, dal seno di una famiglia ed ha avuto un vero padre e una vera madre. Ella è chiamata: concepita; dunque non è Dio, che non ha principio; né un angelo, creato direttamente da Dio; né i progenitori, i quali non ricevettero la loro esistenza mediante la concezione. Ella è denominata addirittura: Concezione, ma non allo stesso modo di Gesù, il quale, pur essendo stato concepito, esiste però dall'eternità, per il fatto che è Dio. Ma: Concezione Immacolata. In questo Ella si distingue da tutti gli altri figli di Adamo. Così, dunque, il nome di Immacolata Concezione spetta di diritto a Lei e solamente a Lei». (SK 1308)
In un altro testo, così entra più in dettaglio in questo mistero, regalandoci perle di grandissimo valore: «Il vertice dell'amore della creazione che torna a Dio è l'Immacolata, l'essere senza macchia di peccato, tutta bella, tutta di Dio. Neppure per un istante la Sua volontà si è allontanata dalla volontà di Dio. Ella è appartenuta sempre e liberamente a Dio. E in Lei avviene il miracolo dell'unione di Dio con la creazione. A Lei, come alla propria sposa, il Padre affida il Figlio, il Figlio discende nel Suo grembo verginale, divenendo figlio di Lei, mentre lo Spirito Santo forma in Lei in modo prodigioso il corpo di Gesù e prende dimora nella Sua anima, La compenetra in modo così ineffabile che la definizione di “Sposa dello Spirito Santo” è una somiglianza assai lontana della vita dello Spirito Santo in Lei e attraverso di Lei. In Gesù vi sono due nature (la divina e l'umana) e un'unica persona (quella divina), mentre qui vi sono due nature e due sono pure le persone, lo Spirito Santo e l'Immacolata, tuttavia l'unione della divinità con l'umanità supera qualsiasi comprensione.
Dal momento in cui si è attuata tale unione, lo Spirito Santo non concede alcuna grazia, il Padre non fa scendere, attraverso il Figlio e lo Spirito, nell'anima la vita soprannaturale se non attraverso la Mediatrice di tutte le grazie, l'Immacolata, con il Suo assenso, con la Sua collaborazione.
Ella riceve tutti i tesori di grazia in proprietà e li distribuisce a chi e nella misura che Ella stessa vuole.
Gesù, il Figlio di Dio e dell'uomo, l'Uomo-Dio, il Mediatore tra Dio e gli uomini è il frutto dell'amore di Dio e dell’Immacolata». (SK 1310)
E ancora, commentando le parole della Madonna a Bernardette: «Io sono l’Immacolata Concezione», così puntualizza: «Queste parole sono uscite dalla bocca dell'Immacolata stessa; perciò debbono indicare con la massima precisione e nel modo più essenziale chi Ella è. Se generalmente le parole umane non sono in grado di esprimere le realtà divine, anche nel nostro caso, quindi, il significato di queste parole deve essere molto più profondo, incomparabilmente più profondo, più bello e più sublime delle realtà che generalmente esprimono, o alla cui conoscenza la sola intelligenza, anche la più perspicace, potrebbero condurre. […] Chi sei, o Immacolata Concezione? 
  Non Dio, poiché Egli non ha principio; non un angelo, creato direttamente dal nulla; non Adamo, plasmato con il fango della terra; non Eva, tratta da Adamo; e neppure il Verbo incarnato, il quale esisteva già dall'eternità ed è “concepito” piuttosto che “concezione”.
Prima della concezione i figli di Eva non esistevano, perciò possono meglio chiamarsi “concezione”, tuttavia Tu differisci anche da loro, poiché sono concezioni contaminate dal peccato origina- le, mentre Tu sei l'unica Concezione Immacolata. […] Chi è il Padre? Che cos'è ciò che costituisce il Suo essere? La generazione, poiché Egli genera il Figlio, dall'eternità e per l'eternità genera sempre il Figlio. Chi è il Figlio? È colui che è generato, poiché sempre e dall'eternità è generato dal Padre. E chi è lo Spirito? È il frutto dell'amore del Padre e del Figlio. Frutto dell'amore creato è una concezione creata. Pertanto, il frutto dell'amore, del prototipo di questo amore creato, non è niente altro che una concezione. Lo Spirito, perciò, è una concezione increata, eterna, è il prototipo di qualsiasi concezione di vita nell'universo. Quindi, il Padre genera, il Figlio è generato, lo Spirito procede, e questa è la loro essenza, per la quale si distinguono l'uno dall'altro. Li unifica, invece, la medesima natura. L'esistenza divina per essenza. Lo Spirito, perciò, è una concezione santissima, infinitamente santa, immacolata. […]  Ella è congiunta in modo ineffabile con lo Spirito Santo, per il fatto che è Sua Sposa, ma lo è in un senso incomparabilmente più perfetto di quello che tale termine può esprimere nelle creature.
Di quale genere è questa unione? Essa è innanzi tutto interiore, è l'unione del Suo essere con l'essere dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo dimora in Lei, vive in Lei, e ciò dal primo istante della Sua esistenza, sempre e per l'eternità. In che cosa consiste questa vita dello Spirito Santo in Lei?
Egli stesso è amore in Lei, l'amore del Padre e del Figlio, l'amore con il quale Dio ama se stesso, l'amore di tutta la Santissima Trinità, l'amore fecondo, la concezione. Nelle somiglianze create l'unione d'amore è la più stretta. La sacra Scrittura afferma che saranno due in una sola carne [cf. Gen 2, 24] e Gesù sottolinea: “Così che non sono più due, ma una carne sola” [Mt 19, 6]. In un modo senza paragone più rigoroso, più interiore, più essenziale, lo Spirito Santo vive nell'anima dell'Immacolata, nel Suo essere e La feconda, e ciò fin dal primo istante della Sua esistenza per tutta la vita, ossia per sempre». (SK 1318)
Ancora due perle: «Da se stessa non è niente, come le altre creature, ma per opera di Dio è la più perfetta fra le creature. La più perfetta somiglianza dell'Essere Divino in una creatura puramente umana. Ella deriva, perciò, dal Padre attraverso il Figlio e lo Spirito, in quanto Creatore che dal nulla, a immagine di se stesso, a immagine della Santissima Trinità, chiama gli esseri finiti all'esistenza, per amore verso le proprie somiglianze finite che essi riproducono. Gli esseri dotati di volontà libera e di ragione conoscono e riconoscono la loro provenienza e sanno di aver ricevuto da Dio tutto ciò che sono, che possono e che possiedono in ogni istante. Essi contraccambiano con l'amore, sia per quello che hanno ricevuto, sia per il fatto che Egli, quale perfezione infinita, è degno di un amore infinito. Di conseguenza, in quanto esseri limitati, che non sono in grado di rendergli un amore infinito, almeno superano i limiti e gli sforzi di questo amore. L'Immacolata non ebbe mai nessuna macchia di peccato, il che vuol dire che il suo amore fu sempre totale, senza alcun difetto. Amò Dio con tutto il proprio essere e l'amore La unì con Dio in modo così perfetto fin dal primo istante di vita, che nel giorno dell'annunciazione l'angelo poté rivolgersi a Lei dicendo: “Piena di grazia, il Signore è con Te” [Lc 1, 28]. Ella è, dunque, creatura di Dio, proprietà di Dio, somiglianza di Dio, immagine di Dio, figlia di Dio, nel modo più perfetto possibile ad un essere meramente umano. Ella è strumento di Dio. Con piena consapevolezza si lascia volontariamente condurre da Dio, si conforma alla Sua vo-lontà, desidera solo ciò che Egli vuole, opera secondo la Sua volontà e ciò nel modo più perfetto possibile, senza il minimo difetto, senza alcuna deviazione della propria volontà dalla volontà di Lui. [È uno strumento di Dio] nel perfetto uso delle facoltà e dei privilegi a Lei concessi, per compie- re sempre e in tutto, unicamente ed esclusivamente la volontà di Dio, per amore verso Dio uno e trino. Questo amore verso Dio raggiunge vette tali che produce dei frutti divini di amore. La sua unione d'amore con Dio giunge fino al punto tale che Ella diviene Madre di Dio. Il Padre Le affida il proprio Figlio, il Figlio discende nel Suo grembo, mentre lo Spirito Santo forma, dal corpo di Lei, il corpo santissimo di Gesù». (SK 1320)
Che altro aggiungere ancora? Nulla! Penso che chi, dopo aver sentito queste cose uscite dalla penna di s. Massimiliano non si è ancora innamorato della Madonna, significa che ha un cuore di pietra... 

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